#BorderTales – Turingia, tra memorie e confini

16 SETTEMBRE 2021

Meta di turisti e amanti della natura, che visitano e si godono uno splendido parco protetto e aperto a tutti, la European Green Belt. Nella regione della Turingia, in Germania, è stata anche un confine.

Alberi e piante seguono una strada, che per molti è una cicatrice: la vecchia Cortina di Ferro, che separava in due la Germania e due mondi emersi dall’orrore del nazismo e della divisione del mondo in sfere d’influenza tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti d’America e delle democrazie liberali.

Oggi, al posto di quella ferita, c’è un ininterrotto nastro verde, un progetto sviluppato da un’originaria iniziativa tedesca, che è stato insignito del premio per l’ambiente tedesco, il riconoscimento nazionale più prestigioso per iniziative ecologiche.

All’ombra di torrette e fili spinati, di muri e cellule fotoelettriche, si è conservata una biodiversità che altrove è scomparsa. Un microcosmo sopravvissuto proprio grazie al fatto che queste aree erano tenute off-limits e sotto stretta sorveglianza militare. 

In realtà la European Green Belt parte dal Mar Artico al Mar Nero, attraversa per 12mila chilometri e 24 paesi, dalla Norvegia alla Turchia. Nel tratto scandinavo e baltico sono infatti sopravvissute le ultime tracce della foresta boreale originaria, in quello mitteleuropeo il ritorno della coltivazione intensiva ha attirato animali finiti da tempo sulla lista rossa delle specie a rischio estinzione e in quello balcanico, attraversato dalle acque del Danubio, prevalgono aree umide nelle quali hanno trovato rifugio uccelli scomparsi dalla faccia del nostro continente, come i pellicani annidati alla foce del delta o nelle zone umide croate. 

Quaranta oasi, fra parchi e riserve nazionali già creati autonomamente dai singoli Stati, sono state integrate nel piano. Sei di queste si trovano a cavallo dei confini nazionali e sono gestite in comune dai Paesi interessati.

In Germania, però, per molti motivi, c’è la parte più suggestiva di questo progetto che taglia la regione della Turingia. L’idea si deve a Heinz Sielmann: biologo, ecologista, documentarista. 

Uno dei suoi documentari, realizzato nel 1988, un anno prima della caduta del Muro, lo portò a percorrere la linea del confine inter-tedesco per raccontare al grande pubblico la vita delle specie animali all’ombra della linea della divisione. Da lì partì l’idea di lanciare il progetto di un nastro verde, che si concretizzò con la riunificazione della Germania.

Un luogo che tiene memoria di questo passato è il GrenzLandMuseum, nella parte nord-occidentale della Turingia, sorto nel luogo dove c’era uno dei check-point della vecchia Cortina di Ferro. Un luogo che racconta il passato e il presente, immaginando un futuro di unione e rispetto, per le persone e la natura.

Oggi, con tante persone in fuga da guerre, cambiamenti climatici e povertà, più che mai questo luogo dovrebbe ricordare all’Europa tutta che prima o poi tutti abbiamo avuto bisogno di fuggire e di essere accolti, al di là dei confini, che oggi ci sono e domani non ci sono più.

In questo senso può essere molto interessante, lungo la European Green Belt,fermarsi a visitare il villaggio di Mödlareuth. Un piccolo borgo di 50 abitanti, sul confine tra la Baviera e la Turingia, che ha una particolarità: è diviso da più di 400 anni in una parte bavarese ed in una parte turingia. Il confine fra la Germania Ovest e la Germania Est attraversò per 41 anni il paese.

Nel 1966 furono erette delle mura in calcestruzzo come a Berlino. Solo nel 1973 un cittadino della Germania Est riuscì a superare le mura vicino all’Untere Mühle – il mulino basso – che venne poi demolito delle truppe.

Nei decenni della separazione tedesca la parte orientale di Mödlareuth era controllata sia il giorno che la notte, mentre nel lato ovest Mödlareuth diventò un’attrazione. I soldati americani nella regione ribattezzarono Mödlareuth Little Berlin.

La svolta politica nelle l’apertura del confine il 9 novembre 1989 fecero sì che lo stesso giorno venisse aperto un passaggio per pedoni a Mödlareuth. Il 17 giugno 1990 le mura a Mödlareuth furono smantellate con la scavatrice. Una parte del muro è però rimasto come memoriale ed è oggi parte del museo all’aperto.